Il SEX APPEAL DELL'ERRORE


 

E' l'errore che guida l'evoluzione,
esso è un compagno di tutta la nostra vita,
esso ci è accanto tutti i giorni.

Nella nostra vita è strettamente legato alla conoscenza e all'esperienza. Si può dire che chi ha poca conoscenza
o poca tecnica incontra più spesso l'errore. Si può parlare di errore escludendo la sfera del comportamento umano,
esplorando gli anfratti oscuri che la tecnologia digitale nasconde dentro di se?
La mia ricerca artistica sull'errore parte proprio da qui.

Per comprendere l'estetica dell'errore dobbiamo innanzi tutto inquadrare alcune definizioni, per creare la dimensione
nella quale esso può essere osservato, catturato e rielaborato. L'estetica è la sfera entro cui la bellezza è percepita
come intemporalità, come godimento dell'arteficio, frutto di una mescolanza di impulsi errati, di erranze create
da processi di sistema critici. Essi vengono usati nei mie lavori come segni mobili privi di significato, assemblati
utilizzando una sensibilità subculturale legata alle tecnologie, e più propriamente per creare delle linee di fuga
dalla perfezione diventata soporifera nell'era digitale.

Per assaporare tutto questo è indispensabile inizialmente creare un senso di vuoto, necessario per osservare
le architetture, la durezza delle composizioni e le strutture che si creano.
Pixel, linee, sfocature, disallineamenti ricordano sfarfallii, risonanze, sibili e scoppiettii e ci accompagnano
in un viaggio verso una falsa rappresentazione della realtà. 'Errare' è soprattutto avere una immagine del reale distorta,
cioè non corrispondente alle nostre aspettative. Quando lavoro sull'errore ho una percezione della bellezza come venire meno,
come decomposizione e sfioritura, come godimento dell'essere nel tempo, penso all'erotismo e al sex appeal che l'errore possiede
e cerco di farlo trasparire nelle mie composizioni. Sono percorsi per uscire dalla quotidianità, ritrovati nell'attimo
del malfunzionamento, che raccolgo e colleziono su in una piattaforma sul web raggiungibile
all'indirizzo www.nonfunziona.org e nel mio sito web sotto forma di ‘composizioni' all'indirizzo www.riccardomantelli.com.
Il progetto nonfunziona è nato per accogliere, oltre alle mie ‘fetish folders', anche i lavori di tutti coloro che vogliono contribuire
con il proprio materiale, anche incompleto, all'arricchimento delle ricerche sull'errore. L'interesse di questa piattaforma è di tracciare
le relazioni tra l'errore, l'arte, il design, la tecnologia e la vita di tutti i giorni, in modo nuovo, raccogliendo tutto il materiale
in un archivio suddiviso in sottocartelle, di facile consultazione, e per il futuro è in previsione una ‘box version' in cartone
con oggetti e feticci da collezionare.

Una serie di esperimenti su pagine web che si decompongono, malfunzionamenti del browser web, sull'estetica dell'errore, riflessioni,
intuizioni e testi sono disponibili all'indirizzo www.wemakeerrors.com/lab/

Per chiudere, vorrei chiedere a tutti i lettori di My Media uno sforzo creativo per leggere, osservare e catalogare gli errori
che incontrano nella quotidianità, cercando di percepire la dimensione e il fascino di questi ultimi.

Riccardo Mantelli (riki@c-dreams.com)